
L’accordo di “gestione distrettualizzata” tra i Comuni di Cavareno e Romeno ha riportato al centro del dibattito la vera ed enorme emergenza dei Comuni trentini: la drammatica carenza di personale e la mancanza di competenze per affrontare sfide complesse, a partire dalla gestione dei fondi del PNRR, a cui molte amministrazioni hanno dovuto rinunciare proprio per carenza di organico e segretari comunali ormai perennemente a scavalco.
I due Comuni hanno cercato una strada per garantire continuità ai servizi ed efficienza alla macchina amministrativa. Ciò che lascia profondamente perplessi e basiti non è lo sforzo di riorganizzazione, ma il metodo discrezionale adottato dalla Giunta provinciale nell’assegnazione delle risorse.
Come si giustifica lo stanziamento straordinario di 300 mila euro di soldi pubblici riservato esclusivamente a questo progetto? Soltanto Cavareno e Romeno avevano questa esigenza?
Per fare chiarezza ho provveduto a depositare un’interrogazione consiliare per chiedere alla Giunta: se la stessa opportunità di finanziamento sia stata data a tutti gli altri Comuni del Trentino e con quale grado di informazione e trasparenza. Quali siano i criteri oggettivi utilizzati per l’assegnazione di questo corposo contributo e se il Consiglio delle Autonomie Locali sia stato coinvolto o abbia espresso un parere su questa erogazione. Se e come la Provincia intenda rispondere qualora altri Comuni in gestione associata chiedessero da domani mattina un analogo sostegno economico per le proprie attività.
Il provvedimento appare privo di equità e di una reale programmazione. A dieci anni dalle prime fusioni, alcune delle quali complesse e bisognose di supporto (come nel caso del Comune di Predaia), in questi anni di governo leghista non si è visto alcun interesse per esse, né alcun impegno a sostenere quelle in essere o a favorirne di nuove. Il tutto affiancato dalla constatazione che le gestioni associate non abbiano reso quanto sperato. Ora la Giunta spunta con una “terza via” finanziata generosamente. Il rischio di questo ennesimo “bonus spot” è evidente: di fronte a finanziamenti di questa entità per chi non si fonde, quale segnale si dà a chi ha fatto la scelta coraggiosa della fusione? Perché non dovrebbero valutare di tornare indietro verso forme di gestione distrettualizzata pur di accedere a simili contributi?
La finanza locale non può essere gestita a macchia di leopardo con interventi . Il Trentino ha bisogno di un piano strutturale e trasparente, uguale per tutti i Comuni, e non di risorse distribuite, magari senza criteri chiari.
La finanza locale non può essere gestita a macchia di leopardo con interventi . Il Trentino ha bisogno di un piano strutturale e trasparente, uguale per tutti i Comuni, e non di risorse distribuite, magari senza criteri chiari.
Articolo del T quotidiano pagina 31, Iori W.