Più che di progetto quello di Marchiori sa di anelito o aspirazione. Questo perché sarà molto difficile per lui riuscire a federare liste civiche ora presenti in consiglio provinciale ma sedute su parti opposte dell’emiciclo consiliare. Né potrà essere sufficiente, come collante, il non mostrare riferimento nazionale nel simbolo.
Questa boutade politica sa piuttosto di operazione nostalgia forse tentando di richiamare momenti felici come furono quelli del Centro della Margherita di Dellai o del PATT di Rossi.
Ormai anche in Trentino i partiti nazionali sono sempre più decisivi a scrivere le sorti di una tornata elettorale anche provinciale. Se l’affannato segretario spera che possa esistere un progetto senza schieramenti rischia di cantarsela e suonarsela da solo al centro… in minoranza.
Dopodiché i trentini governati da una forza nazionale hanno estremamente bisogno di un bilanciamento civico al centro indipendentemente da quale schieramento conquisti il governo del Trentino.
A queste forze, che ne prendano atto o meno, risulterà impossibile pensare di poter governare senza doversi dunque schierare. L’ambiguità del segretario assai difficilmente potrà trasformarsi in un vero progetto politico che vada da qualche parte senza aver comunicato ai Trentini da che parte sta.
Insomma questa di Marchiori nel significato è sicuramente un’operazione lodevole. Ma nei contenuti e nella credibilità di chi la sta portando avanti sembra un’operazione piuttosto pretenziosa e velleitaria dettata da chi i numeri per portarla avanti non li ha.
Infine, leggiamo che a stretto giro di stampa, l’audace proposta politica ha già ricevuto la risposta di Spinelli. Fredda ad essere eufemistici. insomma sembra proprio che al centro – nel centro – di questa proposta politica, a giocarci rimarranno soltanto personaggi di spicco del capoluogo giudicariese.