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Basta populismo, bisogna agire

Negli ultimi giorni l’assessore Tonina ha più volte riconosciuto pubblicamente la gravità delle liste d’attesa: ha dato ragione a chi le denuncia, ha ammesso che i tempi sono troppo lunghi, ha assicurato che “si metterà al lavoro” e che chiederà all’ASUIT  di fare meglio.È un atteggiamento che può sembrare umile, quasi consolatorio, ma che finisce per assumere i tratti di un populismo dimesso, fatto di rammarico e comprensione, più che di responsabilità e direzione. Una sorta di politica della penitenza: si prende atto dei problemi, si esprime dispiacere, si condivide la frustrazione dei cittadini… ma nel frattempo i cittadini continuano ad aspettare mesi per una visita.La responsabilità politica, però, non è dire “lo so”. Non è condividere la frustrazione dei cittadini. Non è chiedere agli uffici di arrangiarsi. La responsabilità politica è indicare una direzione, definire strumenti, fissare obiettivi e tempi. La presa d’atto non risolve nulla: è il punto di partenza, non il punto d’arrivo. E quando diventa l’unica risposta, rischia di deresponsabilizzare la politica e di mettere sulle spalle della parte tecnica un compito che dovrebbe essere guidato da un indirizzo chiaro. Il caso della dermatologia è emblematico. Tempi lunghi per una prima visita, difficoltà di accesso ai controlli, rischio che i cittadini si rivolgano al privato o rinuncino del tutto a curarsi. Qui non servono scuse, servono scelte. La Provincia ha tutti gli strumenti per intervenire, se decide di farlo davvero. Le soluzioni esistono e sono già applicate con successo in altre regioni. È possibile potenziare l’offerta pubblica con ambulatori serali e nel weekend, contratti aggiuntivi regolati per gli specialisti disponibili a coprire ore extra, stabilizzazioni mirate per evitare la fuga verso il privato. È possibile utilizzare in modo intelligente il privato accreditato, acquistando prestazioni dermatologiche con tariffe definite o introducendo voucher per le visite non urgenti, così da ridurre i tempi senza scaricare i costi sulle famiglie. È possibile riorganizzare i percorsi interni con un triage clinico vero, la teledermatologia per i casi semplici. È possibile rafforzare la prevenzione con screening mirati e percorsi rapidi per i pazienti già diagnosticati. In questa fase si può chiedere aiuto a Enti accreditati come la LILT.

Queste non sono suggestioni astratte: sono azioni concrete, attuabili, che richiedono una sola cosa per partire davvero: volontà politica. Meno rammarico, più direzione. Meno “avete ragione”, più “questo è il piano”. Meno penitenza, più responsabilità.I cittadini non hanno bisogno di un assessore che si limiti a condividere la loro preoccupazione. Hanno bisogno di un assessore che indichi una strada, la percorra e ne risponda. La presa d’atto non riduce le liste d’attesa. Le decisioni sì.