Negli ultimi mesi molte famiglie trentine conservano in agenda un ritaglio di giornale: quello in cui la Giunta annunciava con grande enfasi l’apertura estiva degli istituti scolastici nel mese di luglio, per i bambini della scuola dell’infanzia e per gli alunni dai 6 ai 14 anni. Una misura definita “strategica”, presentata come imminente, sperimentale per due anni e senza impatto sul calendario scolastico. Quel ritaglio, però, da settimane viene solo spostato più avanti, mentre le informazioni concrete continuano a mancare.I genitori interessati cercano risposte, chiedono come accedere ai servizi, quali scuole saranno coinvolte, quali attività verranno proposte, quali costi dovranno sostenere. Ad oggi, di tutto questo non c’è traccia. Se la Giunta non chiarirà rapidamente come intende organizzare il progetto, rischiano di rimanere con un annuncio sulla carta e nulla più. Eppure gennaio e febbraio sono i mesi in cui i lavoratori nel pubblico come nel privato devono programmare ferie e aspettative estive, indispensabili per la cura dei figli. L’incertezza attuale rende impossibile pianificare. Chi non crede che la Provincia riuscirà davvero a partire già dall’estate 2026 si sta organizzando come negli anni scorsi, assumendosi interamente i costi. Altri attendono, ma non potranno farlo ancora a lungo: luglio è dietro l’angolo. È in questo contesto che abbiamo depositato un’interrogazione in Consiglio provinciale, per chiedere finalmente chiarezza su un progetto annunciato come prioritario, finanziato, inserito negli atti di programmazione economica, ma che oggi non mostra alcun avanzamento visibile.
Questa distanza crescente tra gli annunci e la realtà rischia di minare la fiducia delle famiglie e degli stessi soggetti che, negli anni, hanno garantito servizi educativi estivi di qualità. Non è accettabile che una misura definita “strategica”, inserita negli atti di programmazione, finanziata con risorse dedicate e presentata come un pilastro della conciliazione vita-lavoro, rimanga sospesa nel vuoto organizzativo.
La Giunta ha scelto di costruire attorno a questo progetto una narrazione forte, ma oggi quella narrazione non trova riscontro nei fatti. E quando si parla di servizi per l’infanzia, di tempi di vita e di lavoro, di programmazione familiare, non ci si può permettere leggerezze o improvvisazioni.
Per questo abbiamo depositato un’interrogazione: per chiedere trasparenza, tempi certi, responsabilità amministrativa. Perché le famiglie non possono vivere nell’incertezza, le associazioni non possono restare bloccate, e il territorio non può essere lasciato nell’attesa di decisioni che avrebbero dovuto essere già operative. Se la Provincia considera davvero questa misura una priorità, è il momento di dimostrarlo con atti concreti, non con ulteriori annunci.