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Non autosufficienza: il Governo annuncia, il Trentino vive la realtà

In questi giorni si è parlato molto del nuovo disegno di legge nazionale dedicato ai caregiver. Un annuncio che promette molto, ma che nella sostanza riguarda pochissime persone.  

Il contributo previsto  fino a 400 euro al mese  sarà accessibile solo a chi assiste un familiare con disabilità gravissima per oltre 90 ore settimanali. Una platea ristrettissima, a fronte di milioni di situazioni di cura quotidiana che restano senza risposta.Nel dibattito pubblico, però, è passato un messaggio fuorviante: che si tratti di un sostegno al mondo dell’assistenza nel suo complesso.Non è così.  Tipico messaggio populista!

Il provvedimento non riguarda le badanti, non riguarda le famiglie che ogni giorno reggono il peso della non autosufficienza, non riguarda la realtà concreta dei territori.E qui, in Trentino, questa distanza pesa ancora di più.Parliamo di circa 7000 badanti che garantiscono la cura dei nostri anziani, spesso supplendo a un sistema pubblico che non riesce a rispondere ai bisogni crescenti. Un esercito silenzioso che sostiene il nostro welfare, genera valore, permette alle famiglie di conciliare lavoro e cura. Eppure, ancora una volta, non compare in nessuna riforma nazionale. Per questo è importante dirlo con chiarezza: serve una politica seria sulla non autosufficienza, non annunci che creano illusioni.  In Trentino possiamo rafforzare davvero il lavoro di cura investendo nella formazione gratuita delle badanti, con corsi su igiene, mobilizzazione, demenze e sicurezza e un patentino provinciale che riconosca anche le competenze delle lavoratrici straniere. Accanto alla formazione serve una rete territoriale di supporto: punti di comunità, sostegno psicologico e collaborazioni con le associazioni di migranti. Una badante formata e sostenuta lavora meglio, più a lungo e garantisce una qualità dell’assistenza più alta per i nostri anziani. Servono risorse adeguate, criteri realistici, e soprattutto una visione che tenga insieme caregiver familiari, assistenti domiciliari, famiglie e territori.Il Trentino conosce bene la realtà della cura. E proprio da qui possiamo e dobbiamo continuare a chiedere riforme che guardino alla vita reale delle persone, non agli slogan.

FOTO : credits Jose – Manuel – Esp