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Scuola e pluralismo. La Pat difenda l’autonomia, non esegua ordini.

https://www.ildolomiti.it//politica/2025/la-scuola-non-e-un-talk-show-demagri-contro-le-direttive-di-roma-sul-pluralismo-e-attacca-la-pat-difende-lautonomia-o-si-limita-a-eseguire-ordini

In seguito alla pubblicazione delle Note ministeriali n. 5836 del 7 novembre 2025 e n. 6545 del 12 dicembre 2025, che impongono alle scuole criteri rigidi nell’organizzazione di eventi su temi politici e sociali, è stata presentata un’interrogazione per chiedere se l’Assessorato provinciale all’Istruzione abbia assunto una posizione autonoma o se, al contrario, si sia limitato a recepire senza alcuna valutazione critica le indicazioni provenienti da Roma. Le due Note del Ministero dell’Istruzione richiamano le scuole al rispetto del pluralismo, del contraddittorio e della par condicio nella scelta dei relatori. Tuttavia, tali indicazioni – nate per rispondere a episodi specifici verificatisi in altre regioni – rischiano di tradursi in un’ingerenza centralistica che mal si concilia con il nostro modello educativo autonomo. «La nostra Provincia  dispone di competenze proprie in materia di istruzione e formazione. È quindi legittimo chiedersi se l’Assessorato abbia ritenuto necessario ribadire l’autonomia decisionale dei Dirigenti scolastici o se, invece, abbia preferito un allineamento totale alle direttive ministeriali, rinunciando di fatto a difendere le nostre prerogative».

Ilconcetto di pluralità non può essere ridotto alla semplice contrapposizione di opinioni, come avviene nei talk show televisivi. Nella scuola, pluralità significa offrire agli studenti informazioni qualificate, strumenti di analisi e contesti di approfondimento, non trasformare gli istituti in arene di scontro politico.

«Se la Giunta locale accetta senza discutere indicazioni pensate per realtà molto diverse dalla nostra rischiamo di vedere impoverite proprio quelle caratteristiche che rendono speciale la nostra autonomia. L’autonomia non è un’etichetta: è la capacità di adattare le norme alle esigenze del territorio, tutelando la qualità del nostro sistema educativo».

Con l’interrogazione si chiede quindi:

  • se l’Assessorato abbia preso le distanze dalle Note ministeriali o abbia fornito indicazioni alternative ai Dirigenti scolastici;
  • se ritenga che l’applicazione rigida delle direttive nazionali possa limitare la libertà progettuale delle scuole della Provincia;
  • quale interpretazione del concetto di pluralità intenda promuovere, affinché gli eventi scolastici rimangano luoghi di conoscenza e non di contrapposizione politica.