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Asuit, la riforma che ridisegna la sanità trentina preoccupa politica e professionisti, Tonina: “Unicum in Italia”. L’opposizione: “Voci critiche anche dall’azienda stessa”

Il Dolomiti 27 novembre 2025 Fin Giuseppe

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A chiedere certezze su attrattività e soprattutto su ricadute dell’Asuit è invece la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri. Nel dibattito la consigliera ha espresso numerosi dubbi, partendo dalla parola “cambiamento”, che “solitamente spaventa” e che, ha ricordato, aveva già suscitato forti perplessità nella scorsa legislatura, quando in molti si erano opposti all’introduzione della facoltà di Medicina a Trento. Pur riconoscendo che “ormai bisogna andare avanti”, Demagri ha messo in guardia sulla reale attrattività del nuovo modello: non è scontato che gli studenti di Medicina formati a Trento restino sul territorio, e l’attrattività non può essere misurata “con i proclami”, ma con investimenti concreti come borse di studio e contratti di ricerca.

La consigliera ha anche evidenziato la difficoltà di spiegare ai cittadini cosa cambierà davvero con l’Asuit e ha avvertito del rischio che, senza adeguati incentivi ai professionisti, l’Università si trasformi in “una vetrina vuota”. Ha richiamato i possibili attriti tra personale Apss e personale universitario e i vincoli che potrebbero derivare dal Dpcm, temendo una cornice “non così trentina e territoriale”. Demagri ha sollevato inoltre il tema del benessere del personale sanitario, spesso trascurato rispetto all’attenzione verso gli esiti per i cittadini, e ha annunciato la presentazione di due ordini del giorno. “Per non farci spaventare dal cambiamento – ha concluso – approfittiamo di un cambiamento più ampio. Cogliendo gli stimoli che arrivano da quest’aula. Questo è un atto politico” ha detto in chiusura “fortemente voluto nel passato, raggiunto in questa seconda legislatura della maggioranza, nonostante le voci critiche non solo della minoranza ma anche dell’azienda stessa.