La bocciatura del terzo mandato non è una sconfitta personale: è una vittoria per la democrazia trentina.
La Consulta ha confermato l’incostituzionalità della legge voluta da Fugatti per garantirsi un terzo mandato. Non è solo la fine di un’aspirazione personale: è l’inizio di una nuova stagione per l’autonomia trentina. Una stagione in cui la Provincia torna ai cittadini, non ai personalismi.
Negli ultimi quindici giorni abbiamo assistito a una frenesia di annunci, inaugurazioni, promesse last minute. Una bulimia comunicativa che non nasconde la realtà: un presidente sempre più solo, sempre più lontano dalle istituzioni democratiche, sempre più concentrato su sé stesso e sulla propria immagine.
Abbiamo visto un uomo che ha preferito rubare idee e progetti altrui piuttosto che confrontarsi nel merito. Che ha inseguito il consenso facile, anziché costruire con pazienza e ascolto. Che ha usato l’autonomia come scudo per giustificare l’eccezione, non come strumento per servire meglio i Trentini.
Ora è il momento di voltare pagina.
Un nuovo Consiglio Provinciale per i bisogni reali dei Trentini.
Il Consiglio Provinciale che vogliamo costruire non sarà un palcoscenico per ambizioni personali, ma una casa trasparente, partecipata, concreta. Un luogo dove:
Si ascoltano i territori, non si impongono decisioni calate dall’alto
Si progettano politiche pubbliche con visione, non si rincorrono titoli di giornale
Si lavora per il bene comune, non per la popolarità personale
Si valorizza l’autonomia, non la si piega a interessi di parte
Il nostro impegno è chiaro: restituire alla politica trentina la sua dignità, la sua sobrietà, la sua funzione di servizio. Non ci interessa il potere per il potere. Ci interessa una Provincia che funzioni, che includa, che guardi al futuro con coraggio e responsabilità.
La Consulta ha aperto una porta.
Sta a noi e a tutti i cittadini trentini attraversarla insieme.