Sostengo la proposta di legge popolare per le scuole trentine
credits Arkuscha
Come consigliera provinciale e come donna impegnata nella costruzione di una comunità fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla democrazia, annuncio il mio pieno sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare che mira a integrare la Legge provinciale sulla scuola con percorsi strutturati e permanenti di educazione alla parità di genere e al rispetto delle differenze. È una proposta che nasce dal basso, da una rete ampia e plurale, e che mette al centro l’educazione come strumento di prevenzione, consapevolezza e cura.
Questo impegno è coerente con i valori statutari del Movimento a cui appartengo e che rappresento, che riconosce nella libertà, nel rispetto della persona e nella democrazia partecipata i pilastri di ogni azione politica. Sostenere questa proposta significa dare forma concreta a quei principi, traducendoli in politiche educative capaci di generare relazioni sane, inclusive e non violente. È una scelta che parla alla coscienza di ogni cittadina e cittadino, al di là delle appartenenze ideologiche, perché riguarda ciò che ci rende umani: la capacità di riconoscersi nell’altro, di costruire insieme una società più giusta.Questa proposta nasce da una rete ampia e plurale di soggetti che, con sensibilità diverse ma un intento comune, hanno scelto di mettere al centro l’educazione come strumento di prevenzione, consapevolezza e cura. È una risposta concreta e necessaria a una realtà che ci interpella ogni giorno.
Nel 2024, in Italia, sono stati registrati 113 femminicidi, di cui 99 avvenuti in ambito familiare o affettivo. 61 donne hanno perso la vita per mano del partner o ex partner..Questi numeri non sono statistiche astratte. Sono storie, volti, vite spezzate. E ci dicono che non basta indignarsi dopo l’ennesimo episodio di violenza. Serve agire prima. Serve educare.
La scuola, luogo di formazione e crescita, ha il dovere costituzionale di promuovere relazioni sane, pacifiche e inclusive. In un contesto mediatico e digitale che spesso propone modelli tossici e stereotipati, l’educazione alla parità diventa uno strumento indispensabile per contrastare la misoginia, l’omofobia, la discriminazione e il disagio relazionale.La proposta di legge prevede azioni concrete e strutturate:formazione per insegnanti, famiglie e personale scolastico, moduli didattici interdisciplinari e laboratoriali, un comitato scientifico di supervisione,referenti per il coordinamento nei collegi docenti e un fondo provinciale dedicato.
Non si tratta di una battaglia ideologica. Non è una questione di destra o di sinistra. È una questione umana. Riguarda la dignità della persona, la libertà di crescere senza paura, il diritto di ogni bambina e ogni bambino a essere educato al rispetto, alla relazione, alla differenza.Per questo, come consigliera provinciale, metto a disposizione la mia funzione istituzionale per promuovere attivamente la raccolta firme su tutto il territorio. Lo faccio con la consapevolezza che ogni firma è una voce che chiede rispetto. Ogni adesione è un gesto di responsabilità verso le nuove generazioni.
Come Movimento invitiamo tutte e tutti, cittadine e cittadini, associazioni, scuole, amministrazioni a unirsi a questo percorso. Perché educare alla parità significa educare alla libertà. E la libertà si costruisce insieme.