Negli ultimi tre anni, il futuro della concessione dell’Autostrada del Brennero ha animato un confronto intenso tra territori, governo centrale e Unione Europea. Un confronto che riguarda non solo la gestione di un’infrastruttura strategica, ma anche il modello di sviluppo che vogliamo per le nostre comunità. Il bando ministeriale per l’affidamento cinquantennale della A22 è stato pubblicato nel gennaio 2025, ma la sua efficacia è stata sospesa fino a novembre, in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’UE sul diritto di prelazione previsto per Autobrennero. E ora Fugatti colpevolizza l’Europa: sempre colpa di altri!
La A22 è un’infrastruttura strategica che incarna concretamente l’autonomia trentina: la sua gestione locale, il ruolo delle Province autonome e i progetti futuri ne fanno un pilastro da tutelare per garantire sviluppo, sostenibilità e autodeterminazione territoriale L’Autostrada è stata una scelta lungimirante della Politica regionale di un tempo che ne ha visto potenzialità, opportunità, sostenibilità ed efficacia sotto tutti i punti di vista.

La A22 non è solo una via di comunicazione: è un simbolo e uno strumento dell’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige. La società Autobrennero S.p.A. è controllata in larga parte da enti pubblici locali, tra cui le Province autonome. Questo modello consente una gestione diretta e responsabile, in linea con le esigenze del territorio.
Nel recente Consiglio regionale, le minoranze hanno portato avanti con coerenza e determinazione la difesa della proposta “in house”. Abbiamo parlato di un vero e proprio “processo” alla strategia della maggioranza, denunciando il rischio di perdere il controllo dell’autostrada e chiedendo uno studio serio sulla fattibilità della gestione pubblica.
La concessione dell’A22 non è solo una questione tecnica: è una scelta politica che riguarda il futuro della nostra autonomia, la qualità della mobilità, la sostenibilità ambientale e la capacità di decidere per il bene comune. Le minoranze hanno avuto il coraggio di porre domande, di proporre soluzioni, di difendere il territorio anche quando sembrava più comodo tacere.