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Grandi eventi vs grandi opere in Trentino

il Corriere della sera 2 ottobre 2025 Marika Giovannini


È evidente che quando si tratta di grandi eventi internazionali come i Mondiali di ciclismo o le Olimpiadi, il presidente Fugatti dimostra una notevole capacità organizzativa nel rispettare scadenze e garantire risultati. Tuttavia, quando l’attenzione si sposta sulle grandi opere infrastrutturali quelle che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei trentini le certezze sembrano svanire. Questa discrepanza non può essere ignorata. I grandi eventi, per loro natura, coinvolgono una rete decisionale ampia, con vincoli e pressioni che arrivano da livelli nazionali e internazionali. In questi casi, il presidente si trova a dover rispettare calendari imposti dall’alto, con risorse e visibilità garantite, tanta visibilità che in politica si traduce in successo elettorale. Al contrario, le grandi opere locali richiedono una visione autonoma, una volontà politica forte e una capacità di pianificazione che parta dal territorio e si assuma la responsabilità delle scelte. E qui non ci siamo.
La domanda che pongo è semplice: perché l’efficienza dimostrata nei grandi eventi non si traduce in altrettanta determinazione quando si tratta di opere pubbliche attese da anni? Forse perché, in assenza di pressioni esterne, manca il coraggio di decidere e la volontà di assumersi il peso delle priorità locali? Forse perché sono decisioni prese da altri e alla fine ne esce la dipendenze del livello nazionale? Povero Trentino Autonomo
I cittadini trentini meritano risposte chiare e tempi certi anche per le infrastrutture che riguardano la salute la loro sicurezza e il loro futuro. Non possiamo accettare che la politica locale barcolli proprio dove dovrebbe essere più salda.